Web Marketing e Siti Web

Impariamo dagli errori/orrori di importanti siti web!
E' un po' di tempo che passo parte della giornata a caccia di siti web da
analizzare e proporre ai miei lettori, come esempio di cosa bisognerebbe fare o,
ancor meglio, di cosa non bisognerebbe fare quando si progetta un sito web.
Durante la navigazione, mi capita spesso di vedere errori o meglio
"orrori" di ogni genere e dentro di me, nasce subito un pensiero spontaneo
diretto a colui che ha commesso lo sbaglio. Mi chiedo sempre se quell'errore sia
dipeso da una consapevole lacuna di chi ha progettato il sito web oppure da una
semplice svista di un webmaster poco esperto.
Se poi si tratta di errori banali commessi da siti web importanti, magari
creati con investimenti miliardari, allora le mie riflessioni si fanno molto
piu' critiche. Paradossalmente mi diverte il fatto che al giorno d'oggi
un'azienda di un certo calibro, per quanto possa dichiarare di essere
all'avanguardia in questo settore, non si accorga di tali "sviste" e sottovaluti
cosi’ le gravi conseguenze che ne possono derivare.
Facciamo subito un esempio:
Circa un anno fa, partecipando alle discussioni di un'importante mailing list
italiana sul web marketing, notai che lo sponsor della settimana era un famoso
operatore della telefonia mobile italiana: Blu.
Lo slogan pubblicitario, citava cosi'....
Nasce la nuova generazione di comunicazione mobile.
Dal 15 maggio e' online il nuovo portale multiaccesso che permette
di fruire di informazioni e servizi tramite Internet e tramite il
proprio telefonino. La personalizzazione dei contenuti e la
semplicita' di navigazione sono tra i punti chiave del nuovo servizio.
Per saperne di piu' visita il sito: http://www.blu.it
Nulla da dire sui contenuti del messaggio pubblicitario: semplice, chiaro e
diretto!
Incuriosito e spinto da questo bisogno di "analisi critica" che provo ogni
volta che un nuovo colosso si lancia su internet, cliccai sul link senza
dubitare.
E.... meraviglia delle meraviglie, il sito web di Blu non si caricava !
Pensai subito che il problema dipendesse da un sovraccarico del server oppure
da un temporaneo disguido del mio provider. Provai cosi' ad orari differenti e
con providers differenti, ma il problema persisteva.
Ad un certo punto notai uno strano fenomeno nella barra di stato di Explorer:
il caricamento della pagina andava in "loop" cioe' la pagina continuava ad
essere ricaricata lasciando nient'altro che una schermata vuota.
Sempre piu' incuriosito tentai di configurazioni diverse del browser, fino a
quando provai a riattivare i cookies (che normalmente disattivo quando navigo)
e, voila', il sito web Blu riapparve in tutta la sua interezza.
Il problema di era molto semplice, ma altrettanto grave: Blu aveva realizzato
un sito web che obbligava ad attivare i cookies senza dare alcun messaggio di
avvertimento ai navigatori che, come me, li avevano disattivati.
Nota tecnica
Per chi non lo sapesse, i cookies, sono dei files di testo che vengono
salvati sul pc del navigatore per offrire delle informazioni e dei servizi
personalizzati al navigatore e al sito web che lo ospita. Se vuoi vedere i
cookies installati nel tuo Pc vai nella directory windows->cookies oppure, se
vuoi maggiori informazioni in merito collegati alla pagina web:
http://www.cookiecentral.com
Da una recente indagine svolta in America risulta che piu' del 5% dei
navigatori disattiva i cookies quando naviga e, cosa ancora piu' importante,
questa percentuale e' in costante crescita soprattutto in Europa!
Ora prova a immaginare che come ma, almeno il restante 5% dei navigatori che
si e' collegato a Blu in quel giorno (e in tutti mesi a seguire) aveva i cookies
disattivati: quali e quante perdite in termini economici ha sostenuto Blu per
questo semplice errore tecnologico?
Se Blu avesse investito 300 milioni in pubblicita' web (a mio parere erano
molti di piu' vista la forte pressione pubblicitaria di quei giorni), cio'
significherebbe che Blu ha perso il 5% dei contatti, ovvero il 5% degli
investimenti pubblicitari, pari a dire ben 15 milioni!
Ma la cosa ancora piu' sconvolgente e' che, ancora dopo 6 mesi dal lancio
ufficiale del sito Blu, il problema persisteva (ed e' andato avanti per oltre 1
anno e mezzo)!
In quella occasione pero' la pagina web non rimaneva piu' bianca, ma appare
un messaggio di errore pressoche' incomprensibile (v. immagine qui sotto).
Pensa,
dopo 6 mesi di investimenti pubblicitari (probabilmente decuplicati da maggio ad
oggi) Blu avra' perso probabilmente piu' di 150 milioni. Tutto per un piccolo
errore tecnologico facilmente risolvibile ed evitabile (bastava ad esempio un
messaggio che invitasse il navigatore a riattivare i cookies)
In realta' credo che la perdita piu' grave per un'azienda di questo calibro
non sia tanto il denaro quanto l'immagine, soprattutto se pensiamo all'immagine
futuristica e tecnologica promossa dalla stessa azienda durante la sua campagna
("Il futuro che non c'era....").
Ma non disperiamoci, siamo in Italia, e il caso Blu non e' isolato: anche
Peck - www.peck.it , un'importante
azienda che vende prodotti tipici alimentari, ha un sito web ben strutturato e
graficamente impeccabile ma pressoche' inaccessibile ai navigatori che hanno
disattivato i cookies.
In questo caso il fenomeno e' ancora piu' strano: con i cookies disattivati,
ovunque tu clicchi sul sito Peck, sia sulle pagine prodotto che su quelle delle
offerte del giorno, vieni sempre rimandato in home page, senza nessun messaggio
di errore o nessun avviso di riattivare i cookies.
In questo caso,
trattandosi di un sito web di e-commerce, il danno puo' risultare ancora piu'
grave.
Se Peck realizzasse 20 vendite al giorno ad un prezzo medio di lit. 300
mila cadauna, la perdita di visitatori/acquirenti del 5%, significherebbe un
mancato fatturato di oltre circa 100 milioni all'anno.
Immaginatevi se questo errore lo facesse Amazon....
Ma in America sono avanti anni luce e personalmente, con tutti gli acquisti
che ho fatto sul web, non ho MAI riscontrato un solo sito web americano, neanche
tra quelli piu' "artigianali", che soffrisse di queste problematiche. Al
massimo, dopo essere entrato in home page o prima di completare l'ordine, un
messaggio ben visibile mi invitava a riattivare i cookies.
In Italia, come dicevo prima, il caso Blu e quello Peck non sono isolati....
Esperia - www.esperia.it
- diretto concorrente di Peck ha un carrello virtuale che non si
riempie se i cookies sono disattivati e Banca Sella avvisa l'utente di attivarli
soltanto se l'ordine non e' andato a buon fine!
Il problema dei cookies per quanto isolato e facilmente risolvibile, non deve
mai essere sottovalutato dalle aziende che realizzano siti web o negozi
virtuali:
La tendenza dei software di navigazione infatti, e' sempre piu' orientata
alla disattivazione e alla limitazione dell'uso dei cookies poiche', in certi
casi, essi possono minacciare la privacy e la sicurezza del navigatore (di
sicurezza e privacy parlero' in modo piu' approfondito nella prossima newsletter
di 3 Web Marketing).
Quindi se oggi il 5% dei navigatori ha i cookies disattivati, non e' da
escludere entro 2 o 3 anni, tale percentuale possa raddoppiare o, addirittura
triplicare, specialmente se gli stessi ideatori dei due piu' diffusi browser,
Internet Explorer e Netscape Navigator, decidano di disabilitare questa funzione
di default.
Come sottolineavo anche nella Lezione 3 del corso on-line di Web Marketing la
problematica delle tecnologie Web nella realizzazione di un sito web e'
fondamentale. I cookies, sono un piccolo esempio di "incompatibilita'
tecnologica", ma la lista puo' farsi ancora piu' lunga.
Spesso in azienda i responsabili di siti web, affascinati dai grandi "effetti
speciali che si possono creare con le piu' recenti tecnologie, dimenticano
quelli che sono i 3 elementi fondamentali della progettazione di un buon sito
web, vale a dire:
1 - Compatiblita'
2 - Velocita'
3 - Contenuti
1. La Compatibilita'
Personalmente di un sito web graficamente e tecnologicamente evoluto ma
incompatibile con le piu' diffuse tecnologie web non me ne faccio assolutamente
nulla. Eppure molti siti web in Italia utilizzano risoluzioni grafiche eccessive
(ottimizzate anche 1024x768) oppure impiegano tecnologie Flash o Java in modo
quasi esclusivo, rallentando cosi' il caricamento della pagina e creando seri
problemi di compatiblita' con alcuni browser.
Qualcosa in merito ne sanno anche Telecom Italia e Televideo i quali avevano
realizzato dei siti web di grande effetto ma totalmente inaccessibili ai non
vedenti (scatenando cosi' le ire di questa categoria di utenti)
2. La Velocita' di caricamento
Ricorda che un sito web lento da caricare perdere inevitabilmente molti
clienti: un importante indagine dimostra come il navigatore medio non sia
disposto ad aspettare piu' di 30 secondi per il caricamento della tua pagina
web. Cio' significa che se la tua home page supera i 70/80 kb di dimensione sei
a rischio!
3. I Contenuti
I contenuti sono l'elemento piu' importante ed efficace di qualuque sito web:
senza contenuti di qualita' tutto il resto (tecnologie, grafica, interattivita',
etc.) perde totalmente di efficacia, ricordalo !
Quindi, se nel tuo piano di marketing on-line hai previsto un budget pari a
100, investi almeno 80 per la realizzazione dei contenuti. Con i restanti 20
potrai comunque costruire un sito web semplice ma dignitoso, privo di qualunque
"effetto speciale" ma in puro Html cosi', stai pur tranquillo, non avrai mai mai
problemi di incompatibilita' !
Se invece hai previsto budget inferiore a 10 per la realizzazione di tutto
il tuo sito web, forse e' meglio che aspetti.....
Avere sito web soltanto per "averlo", lo sai meglio di me, non serve
assolutamente a nulla!
E fare marketing ad un sito web inutile e' praticamente come pubblicizzare la
propria incompetenza, pensaci bene !
|